Il mio primo film a Londra

Esco dalla Metro, fermata Oxford Circus, mi sento catapultata in un film. Sono arrivata a London. Londra è il caos all'ennesima potenza. Oxford Street è una lunga via caratterizzata da palazzi fighissimi, gente di qualsiasi etnia, odori e negozi di tutti i tipi: da quello più costoso e di classe al baracchino di turno che vende gadget londinesi. Io e Jonny ci guardiamo attorno un po' spaesati, ma colpiti entrambi. Non chiediamo informazioni e da soli scopriamo la via verso la nostra casa: Marylebone. Marylebone è un quartierino di Londra a 10 minuti a piedi da Oxford Circus, molto più calmo, isolato e "caratteristico". Mandiamo un messaggio a Matt, il proprietario, dicendogli che siamo arrivati. Ora. Tu sei a Londra. Hai affittato un bilocale da un certo Matt. Tu non hai mai visto Matt, ma inevitabilmente te lo immagini e già saprai che comunque un Matt non può che essere alto, biondo, bianchiccio e pettinato. Ecco. Ad accoglierci un nigga che più nero non si può. Matt è schizzato, continua a ridere è sudatissimo. Ci mostra la nostra fighissima casetta e a momenti ci illustra anche come bisogna pisciare! Quindi ci raccomanda di usare la chiave blu per aprire e quella nera per chiudere e se ne va. Sono le 17:00 e decidiamo di iniziare a vagabondare. Scopriamo quanto Oxford Street possa essere irreale. C'è gente dappertutto, le luci dei palazzi sono accese e dentro ci sono persone in giacca a cravatta a lavorare. Bus, Taxi, macchine, semafori, i profumi che fuoriescono dai negozi eppure non ci si sente oppressi da tutto questo caos. Mi sento bene. È giunta l'ora di mangiare. Jo decide di assaggiare il famoso Fish and Chips, io mangio una polpetta di Falafel e 10kg di patatine. Arriviamo fino a Piccadilly, poi Chinatown e infine entriamo in un posto trashissimo*. Beviamo una birra e decidiamo di andare a fare la spesa. Da veri londinesi nel nostro carrello non possono mancare succhi concentrati ipervitaminici, che poi diventeranno la nostra colazione. Jonny compra anche una bistecca di Bambi. Raga... Buonissimo ve lo giuro. 

Il giorno dopo ci dirigiamo verso il Palazzo di Westminster... Praticamente tu esci dall'efficentissima Metro e ti trovi davanti un capolavoro. Rimani veramente di stucco. E il Big Ben è veramente bello! Io e Jonny sosteniamo che comunque paragonandolo al nostro Duomo milanese vinciamo noi. Abbiamo più classe, indubbiamente... Noi tutto quell'oro non l'avremmo mai usato!! 

Westminster
Westminster

Big Ben
Big Ben

Passiamo le giornate a camminare! L'App Salute del mio iPhone calcola che mediamente facciamo 13 Km al giorno, che non so per voi, ma per me sono tantissimi! Sono riuscita a convincere Jo a visitare un sacco di musei: la Tate Modern, il Design Museum (che vi consiglio moltissimo perché la struttura è veramente figa) e National Gallery. Abbiamo attraversato diversi ponti e quello che più mi ha colpito non è il Tower Bridge, che secondo me è anche un po' pacchiano, ma il Millennium Bridge che attraversato dalla Tate Modern ha un punto focale fantastico: St Paul Cathedral. 

St Paul Cathedral
St Paul Cathedral

La sera siamo entrati in un vero pub londinese e abbiamo iniziato ad ammazzarci di birra. Con tutto quel camminare avevamo bisogno di rimetterci in forze, in realtà ne siamo usciti un po' ciochi! La stessa sera abbiamo anche conosciuto una coppia di americani; con il nostro perfetto accento english abbiamo tenuto una conversazione di ben 2 ore. In realtà era l'alcool a parlare! 

L'indomani è stato devastante... Come ho anche scritto sul mio profilo Facebook: "Se pensavo di aver incontrato la Sagra del trash in quel bar pieno di animali, non avevo ancora visitato Camden Town!" Camden Town è la Sagra del trash a livelli pro, è un mondo a sé, è il punk, il turismo, il mercato, il cibo, i vestiti, le cazzatine, le cover dei telefoni, è qualcosa di indescrivibile. A me ha fatto letteralmente cagare. No vi giuro. Lo so che per qualcuno Camden Town è un posto fighissimo, ma quel qualcuno non sono io. E vi assicuro che io sono molto punk, il mio però è un essere punk interiore, è più una filosofia la mia. Lì, invece, ci credono davvero. Che poi... Sono anche scortesi i magrebini che lavorano nei negozi, perché non ti salutano neanche. Voglio dire, ti ho lasciato giù ben 15 Sterline per un pupazzetto di merda da attaccare al telefono, almeno un "Hi!" me lo merito. E va beh. Nonostante il mio poco apprezzamento per questo luogo inesistente rimango dell'idea che sia comunque da vedere! Qui Jonny ha comprato una giacca di pelle in uno dei 1200 negozi che le vendeva. Figa! Davvero! Il problema era dove metterla in valigia, ma poi c'è stata senza problemi. 

Usciti da questo mondo surreale ci dirigiamo verso Notting Hill. Notting Hill è una fonte di ispirazione per qualsiasi grafico. Offre un sacco di palette colore, pronte all'uso. È proprio qui che son riuscita a fare le foto di cui vado più fiera e che si collegano alla serie dei miei scatti "Maestro Fontana" (di cui, tra l'altro, avevo parlato anche in un articolo passato; se riesco vi rimando al link!!). E poi è tutto più fresh. I mercatini di Portobello Road sono mercatini più ricercati. Ho comprato una prima stampa di Winnie the Pooh. Qualcosa di veramente prezioso. C'è anche chi suona musica e tu passeggi con spensieratezza, nonostante ci sia ugualmente moltissima gente! Non so se ho reso l'idea... Poi siamo tornati a casa prendendo il pullman. 
Ah... Sul bus, davanti a noi, c'erano due gay che limonavano duro e uno dei due continuava a guardarmi male. Io non so cosa gli ho fatto a sto qui fatto sta che aveva un occhio malefico, però mi piaceva guardarli un po' perché erano vestiti come due ragazzi usciti da un film degli anni 90. E poi erano innamoratissimi. 
A Londra sembra tutto così finto. Non so come spiegare. È figo perché ti sembra sempre di essere in un film! Ed ovviamente io ero la protagonista all'avventura! ;) 

Notting Hill
Notting Hill

Il penultimo giorno decidiamo di andare a incontra la Queen! Abbiamo "visto" il cambio della guardia. Buckingham Palace ti fa sentire abbastanza povero, ma mai come quando entri da Harrods o al Liberty, che è un negozio gigante che si trova a Carnaby Street. È proprio qui che ho elaborato una teoria sulle donne che indossano il burqa: sono dell'idea che esse sfogano la loro impossibilità di vestirsi come meglio credono sulle scarpe. Si perché ce n'erano tantissime, e tutte si trovavano nel reparto calzature a indossare le scarpe più costose che io abbia mai visto. Son sicura che un fondo di verità ce l'abbia questa mia teoria. Credo di voler anche elaborare un progetto artistico a tal proposito, ma la mia mente va talmente veloce che non riesco a star dietro a tutte le cazzate che mi invento e che progetto. Boh vedremo.
Ah... Poi finito di vedere il cambio della guardia abbiamo anche assistito ad una rappresentazione medievale, non sappiamo di preciso cosa fosse. La gente era vestita da plebe del Medioevo e ci credeva un sacchissimo. Urlavano come fossero in guerra. È stato carino dai! 

The last day abbiamo attraversato Hyde Park (nulla di figo, molto più bello St James's Park) e abbiamo visto gli scoiattolini! Direi che ora ne voglio uno!! Poi siamo andati da Harrods dove ho comprato il Tè verde e infine siamo ritornati a Marylebone dove, in teoria, alle 15:00 avrebbe dovuto presentarsi quel burlone di Matt con i nostri bagagli. Si è presentato alle 15:30 ammettendo di essersene completamente dimenticato. (D'oh!) 

E nulla raga... Il mio racconto non finisce qui perché ne avrei moltissime da dirvi, ma in sintesi vi ho raccontato un po' la mia Londra (mia non perché mi ci sia particolarmente affezionata, ma per come l'ho vissuta io!). In conclusione posso dire che Londra è una città stimolante, ogni quartiere è a sé, ti sembra sempre di essere in un paese diverso dall'altro; è una città in continua evoluzione; è all'avanguardia; mi è piaciuta molto e ci ritornerei anche, ma non mi ha rubato il cuore. Ah... Ultima cosa: vi consiglio di ammazzarvi di Brownie, lì la fanno ovunque. Io ne ho provate in diversi posti e secondo me la migliore è di una catena di caffè italiana: Caffè Nero. 

PS: Come sempre devo ringraziare il mio Jonnino che ancora una volta mi ha fatto un regalo Supermegagalattico. Grazie, grazie, grazie! 

PS2: Se volete sul mio Instagram ho pubblicato qualche foto! marta_pontiggia

Alla prossima avventura!

Marta


Amsterdam e il tram n.5

Amsterdam è una città magica. A caratterizzarla sono, sicuramente, i canali e le case storte. Qualcun altro, probabilmente, direbbe che a renderla tale sono i Coffee Shop e il Quartiere a Luci Rosse ("Red Light District"), ma non per me. 


Amsterdam 2016
Amsterdam 2016





























Atterrati a Schipol, muniti del nostro perfetto accento inglese, abbiamo chiesto informazioni sul come poter raggiungere il nostro Hotel: "Bus number 187", ci ha indicato la signorina. Facile no? Il problema è che quando siamo saliti sul pullman, questo non faceva neanche una fermata che ricordasse minimamente la via del nostro albergo. Inoltre, dovete sapere, che le fermate in Olanda sono impronunciabili. Io e Jonny ci guardiamo spaesati e chiediamo prima a una signorina olandese e poi all'autista. Morale della favola, dopo una serie di "How, What e Thanks!" mal riusciti, viene in nostro soccorso un "prezioso" ragazzo italiano che ci suggerisce di scendere a una qualsiasi fermata e prendere il tram n.5. 


Il primo canale che abbiamo visto
Il primo canale che abbiamo visto






























Giunti in Hotel scopriamo che quest'ultimo è lontanissimo dal centro e che quindi ci aspetteranno delle lunghe e gelide passeggiate. Non male. Questo ci ha permesso di scoprire Amsterdam in tutti i suoi dettagli e in tutti i suoi canali. Così camminiamo un po' a random, un po' guardando la cartina e ci ritroviamo davanti alla famosa scritta di Amsterdam, che, per chi non l'avesse mai vista, è situata nella zona dei musei; così scopriamo dove si trova il Van Gogh Museum, il Rijksmuseum, ma soprattutto lo Stedelijk Museum, che consiglio caldamente a tutti. Ho amato moltissimo visitare questo immenso museo che si conclude con una parte interamente dedicata al Type; magnifico. Ovviamente anche il Van Gogh Museum è da non perdersi; una volta usciti da quest'ultimo vi sentirete affermati critici d'arte con qualche neurone in più. 


Lucio Fontana - Stedelijk Museum
Lucio Fontana - Stedelijk Museum


Mirò - Stedelijk Museum
Mirò - Stedelijk Museum


Solo alla sera del secondo giorno, stanchi di camminare e di avere perennemente le chiappe viola (vi assicuro che è così!), abbiamo deciso di prendere il tram, il solito, il n.5. Ad accoglierci una simpaticissima signorotta olandese, molto, molto simile ad Annie Leibovitz, ma con una 20 di kg in più. È stata lei la fonte vitale del nostro breve, ma intenso, viaggio ad Amsterdam. Incredibilmente riesco a capire "approssimativamente" quello che mi dice e mi consiglia di fare l'abbonamento del tram per ben 12 bombe per 48h. Una ladrata incredibile, ma se si calcolano tutte le ore che avremmo speso per raggiungere qualsiasi posto, ne è valsa veramente la pena! Robe che in 5 minuti ti ritrovavi in piazza Dam, nulla in confronto alla nostra ora e mezza di sofferenza muscolare! 

Scopriamo così la potenza del tram n.5; andiamo ovunque! 


Marta
Marta





























Il terzo giorno, pioveva e faceva freddo; avevamo girato tutti i quartieri e punti principali di Amsterdam. Divertiti dall'idea di avere questa tessera magica tra le mani, saliamo sul nostro tram e andiamo a random fino giungere alla Stazione Centrale. L'idea di prendere il tram mi esaltava un mondo, mi sentivo una vera olandese. Il primo "beep" era per salire, il secondo "beep - beep" per scendere. Sono rimasta colpita dall'etica olandese: in realtà chiunque avrebbe potuto salire sul tram senza biglietto, ma non ce n'era uno che non l'avesse. Fantastico. 

Scopriamo che Amsterdam, e più in generale, l'Olanda, non ha una sua vera e propria cucina, questo il motivo per cui è stata una vacanza all'insegna dell'assaggio: dal Kebabbaro di turno, alla tapas spagnola, alla carne argentina, alla cucina Thailandese. Chi mi conosce non ci crederebbe mai, ma ho assaggiato un po' di tutto, persino una zuppa alla zucca e cumino che faceva letteralmente cagare, ma non volevo ammetterlo, perché mi sembrava un piatto tipico olandese e quindi volevo fare un po' la figa (per non parlare dei Noodles assolutamente vomitevoli: convinta del mio amore per il Giappone, ho ben deciso di condirli con questa salsa Jappo, che sapevo avrebbe fatto vomitare, ma io volevo andare contro i miei pregiudizi e alla fine.. Non mi sbagliavo! Il povero Jonny se li è dovuti "pappare" tutti al mio posto!!) 


Case
Case





























Amsterdam è una splendida città, profuma di ganja e cioccolato; comprare l'acqua non conviene (ogni sputo d'acqua costa 2 euri!) meglio andare di birretta, ovviamente "Large" (la "Small" è per bambini!). Gli olandesi sono strepitosi e gentilissimi, il paesaggio è romanticissimo e inusuale, e ci sono un sacco di cose da vedere! Ogni stradina conduce ad angoli spettacolari. È funzionale, sicura e ricca di rumori che si possono riassumere in due suoni principali: i campanelli delle bici e il suono del semaforo per non vedenti.  


Bicicletta
Bicicletta





























A conclusione di questo breve viaggetto di inizio anno posso solo consigliarvi una cosa: 
prendete il tram n.5 e sentitevi olandesi veri.

PS: Un grazie speciale al mio Jonnino che mi ha fatto questo splendido regalo! 

PS2: per chi volesse vedere altre foto sul mio profilo Facebook: Amsterdam 2016


Marta 

Passeggiando in mezzo ai film

Oggi ho voglia di parlarvi di una persona,
in particolare di una donna.

A dire il vero non la conosco un granché e, addirittura, non so come si chiami.

Non so come si chiami o quanti anni abbia, ma so per certo che è una gran persona.

Vi ricordate il Blockbuster? 
Si, esatto: dove noleggiavi i film, compravi i popcorn della San Carlo a 10€, anzi che 1, e scoprivi che il Greco di Tufo, che all'Hocus pagavi ben 30€, costava 15!
Insomma, il Blockbuster, quello lì di Erba. 
Si, quello che è fallito.
Bene.

Ora al suo posto c'è il Kolossal e a dire il vero, nulla è cambiato (manco il logo!). 
Ci sono le Big Babol a 3€ e Frizzy pazzy a 1. 
(Tra le altre cose i Frizzy pazzy sono peggio di una droga!)
E poi....
Tra i dolciumi, i libri e qualche gadget qua e là, ed ovviamente, tra i film, c'è lei: 
La signora del Kolossal.
Occhiali, capelli corti e un gran sorriso. 
È di un'incredibile umanità. 

Ormai ci conosce; ogni volta ci frega un po' e ci fa ricaricare la tessera di 30 bombe, ma io sono contenta così. 
È una persona semplice e di una grande gentilezza. 
Quando la vedo, penso che anche io, quando lavorerò e se mai sarò a contatto con le persone vorrò essere come lei. 
Lei è una che ci sa fare. 

Sta nel suo, ma ti consiglia. 
Non è invadente e soprattutto è una persona felice (o almeno, così sembra!).

Io amo le persone felici, 
amo le persone umili,
amo le persone disponibili, 
quelle gentili e semplici.

Così. 
Mi sembrava giusto dedicarle un po' di tempo e scrivere due righe sul suo conto, 
perché se tutto il mondo fosse un po' più umile sarebbe sicuramente un mondo migliore. 

Concludo consigliandovi due fantastici film che ho appunto noleggiato: 

"La teoria del tutto";
"Unbroken".

Guardateli, non ne rimarrete delusi. 

Marta

La sottile differenza tra ispirazione e brutale copiatura

La sottile differenza tra ispirazione e brutale copiatura. 
Poche cose mi rendono tanto irascibile quanto le persone prive di personalità;
definiamone le caratteristiche: le persone prive di personalità, come tali, non possiedono un proprio "io", ma anzi, vanno alla ricerca di altri "io", molto interessanti, dai quali "prendere ispirazione". 
Tali soggetti, si nutrono di idee già esistenti, che abilmente raggirano rendendole proprie. 
Ciò che non si può negare loro è l'astuzia e la furbizia con cui fottono le persone. 
Questi soggetti non sono distinguibili a colpo d'occhio: l'esperienza aiuta e soprattutto insegna ad identificarli!
Tenete presente che vi ruberanno le vostre preziose idee ("le idee sono pezzi di cuore" cit. Ballabeni) e il vostro sudato lavoro in modo subdolo e meschino, senza che voi ve ne accorgiate. 
Vi ritroverete a confrontarvi con le vostre stesse idee e a domandarvi se non siete stati voi stessi ad aver copiato.
Non cascateci. 
I soggetti privi di personalità sono svogliati, ma assai attenti: 
percepiscono l'importanza di un progetto, per poi farlo loro in pochi istanti. 

Ora, 
io voglio dire qualcosa a queste persone: 
siete ingiusti.
Siete scorretti.
Siete sleali. 
Vincete facile e non vi diverte neanche giocare, perché per voi..
È tutto più semplice (percepite, copiate, fate vostro).

Cosa ancora più grave.. 
Siete finti, 
ma questo, riguarda solo voi stessi. 

Comunque.. Andate a fare in culo. 

Ricordate che le idee non cascano dal cielo, richiedono tempo, riflessione, pensiero. 

Voi siete l'anti - originalità per eccellenza e probabilmente questo non vi toccherà minimamente, perché in realtà non ve ne frega niente del vostro "io", visto che un proprio "io", voi, non l'avete. 
Se è così che ti senti, beh, forse, ne fai parte anche tu.

N.B.: nulla toglie e nulla vieta l'ispirazione spontanea, proveniente dal cuore e priva di malignità.

Marta.

Il vissuto del C40.

Incredibile, ma vero.

Mi mancheranno i viaggi sul C40.
Per tre anni mi ha accompagnato, senza mai lasciarmi a piedi. O quasi.

Se non fosse per il costo dei biglietti,
per la puzza sconcertante
e
per lo schifo che trovi in giro,
il C40 sarebbe il camioncino dei miei sogni.

La donna brizzolata con i calzoni bianchi;
le avventure di padre e figlio, puntuali, come sempre: il venerdì alle 18:10;
donna speranza, il suo taglio di capelli e la sua voglia di vivere;
la negretta gambe chilometriche e codini;
l'amico del negozio di sotto;
e poi lui: il disabile del posto dietro, al centro;
la crew del Politecnico;
quelle del solito posto: al centro del bus, con il vetro davanti;
e poi ancora,
ancora
e
ancora.

Ognuno di loro ha una vita propria,
ma a me piace immaginarla.

Raramente metto le cuffie e ascolto la musica: preferisco i loro discorsi.

Per esempio nella mia TopList c'è sicuramente la signora con i calzoni bianchi.
Chissà che lavoro fa. 
È sicuramente molto intelligente, perché legge moltissimo e sempre. 
Una volta l'ho vista leggersi un mattone di schede, probabilmente scritte in corpo 8. 

E vogliamo parlare della crew del Politecnico? 
Mi è bastato sentire mezzo discorso per farmi sentire una capra ignorante.
E non che le capre lo siano, poverine, ma così si dice, no? 

Comunque.. 

Non sono solo le persone a fare del C40 un posto magico;
prendiamo in considerazione i sedili, più nello specifico i tessuti dei sedili.
Le texture sono favolose, 
ti ci puoi perdere per delle ore: 
scoprire che in realtà, in mezzo a quelle macchie astratte si nascondino animali inesistenti, non ha prezzo, soprattutto se lo fai notare alla tua compagna di viaggi! 

Nel mio caso, Veronica. 

E attenzione, 
come già vi avevo forse accennato nei post precedenti,
è uno spettacolo contare la quantità di macchie oleose su cui voi tutti, 
specialmente le teenager, 
appoggiate la testa. 

Mai. Mai farlo. 

E ci avete mai pensato? 
Quando prenotate la chiamata?
Si, è godurioso quel trillo, ma quante dita l'avranno pigiato?
E quanti culi si saranno seduti al nostro posto? 

Beh, caro C40. 
Nonostante i tuoi difetti, 
per me sei unico. 

Una delle cose più belle della mia vita di tutti i giorni è accomodarmi, 
su quei sedili abbastanza stretti da non starci,
e godermi il viaggio. 

"L'incanto sarà godersi un po' la strada." (Buon Viaggio - Cesare Cremonini)

E con questo concludo e mi affermo una sincera viaggiatrice.

Alla prossima.

Marta

Fortunato Depero

Cari amici, 
buonasera a tutti voi. 
Come state?

Settimana scorsa mi è capitato di andare in Trentino! 

Ospite da una mia compagna di classe, abbiamo deciso di fermarci a Rovereto. 

È qui che ci siamo fermate a visitare il Mart (Museo d'arte moderna), o meglio, "La Casa d'arte Futurista", ed è proprio per questo che oggi voglio parlarvi dell'immenso Fortunato Depero. 

Anzitutto è bene definire cosa si intende con il termine Futurismo: 

il Futurismo è stato un movimento letterario, artistico e politico, fondato nel 1909 da Filippo Tommaso Marinetti (Manifesto del Futurismo). Il Futurismo sosteneva che l'arte, il costume e la politica, avrebbero dovuto staccarsi dal passato e dalla tradizione, per ispirarsi alla vita dinamica, moderna e meccanica del XX secolo.

In sintesi: il Futurismo può essere visto come una sorta di ribellione a tutto ciò che era passato e tradizione; un movimento artistico, volto a rappresentare la dinamicità di quell'epoca. 

Fatta questa piccola premessa, passiamo a Fortunato Depero: 


Depero
Depero

nato nel 1892 a Fondo (Trento), Fortunato Depero è stato un pittore, scultore e
pubblicitario italiano. Quando, nel 1914 si trasferisce a Roma, Depero viene a contatto con i maggiori esponenti del Futurismo, tra i quali Marinetti, e questo fa di lui un Futurista vero e proprio. 

È nel 1919, rientrato a Rovereto, che decide di fondare "La Casa d'arte Futurista": una sorta di agenzia pubblicitaria. 

Tra le sue realizzazioni, di alcune sono rimasta particolarmente colpita:

> come non citare i Balli plastici, ovvero un teatro in cui attori reali vengono sostituiti a marionette in legno per esprimere maggior senso di meccanicità e gioia. 

Balli plastici
Balli plastici

Balli plastici
Balli plastici

Non sono formidabili? I colori, le forme, le facce. Sono davvero simpaticissimi! 

Avrei tanto voluto portarmene a casa uno di nascosto! ; )

In realtà, all'uscita del "Museo" (se così si può definire, visto che si chiama "Casa d'arte Futurista"), vendevano delle simpatiche marionette molto simili a quelle di Depero, ma ovviamente non le originali, solo delle copie; la tentazione era tanta.. I colori, le forme, le facce.. E poi i 90€ mi hanno tolto ogni dubbio.
Le fottute copie delle marionette se le potevano tenere loro. 

E giusto per mostrarvele..


Tributo Fortunato Depero

..Fottutamente fighe.

> Troviamo poi il famoso Libro bullonato intitolato "Depero Futurista", nonché una raccolta di rivoluzionari esperimenti tipografici. Il libro è rilegato da due grossi bulloni di alluminio. 

Rivoluzionario o meno, per me rimane una gran pattonata! Ahahahah. 
Ovviamente l'interno è qualcosa di meraviglioso, vi consiglio di digitare su Google il titolo del libro.. 

Libro bullonato
Libro bullonato

> Trasferitosi a New York, disegna le copertine di alcune delle riviste più famose, parliamo di Vanity Fair, Sparks e Vogue, di cui purtroppo non ho alcuna foto. 

> Ed ora arriviamo a NOI: ciò che non tutti sanno di questo grande artista, è che egli ottenne il maggior successo tramite la Campari. 

La famosa bottiglietta del Campari Soda, che ancora oggi è quella di un tempo, venne disegnata proprio da lui nel 1925! 

"Davide Campari, voleva offrire al consumatore un prodotto perfettamente dosato. Fu proprio lui a ordinare una bottiglia innovativa che valorizzasse il momento dell'aperitivo e lo rendesse riconoscibile attraverso la sua forma: un calice rovesciato."

Campari Soda
Campari Soda

Depero ha realizzato moltissime altre opere, ma qui vi ho citato solo quelle più famose! 

E quindi ora vi lascio con un suo famoso claim: 

"Se la pioggia fosse di Bitter Campari!" aggiungo: saremmo tutti più felici!

L'omino in controcorrente

Stavo rovistando nella mia cartella "Immagini", quando per puro caso ne ho ritrovata una che avevo scaricato molti anni fa: si tratta di un dipinto di uno dei pittori più famosi della fine dell'Ottocento. 


Edvard Munch. 

Ricordo ancora le fantastiche lezioni del mio professore Tavecchio alle superiori e di come questo pittore mi aveva affascinata, non tanto per la sua tecnica, quanto per le tematiche che affrontava e come le trattava nei suoi dipinti. 

In particolare, mi sto riferendo a "Sera sulla via Karl Johann"(1892):

in quest'opera viene rappresentato il "rituale della vasca"; l'obiettivo era quello di fare avanti e indietro per una via del paese ed ovviamente, come il quadro ci mostra, tutti dovevano essere ben vestiti.

Sera sulla via Karl Johann (1892)
Sera sulla via Karl Johann (1892)
Il tema è quello della falsità dei rapporti e del disagio della società. 
L'omino che percorre la via controcorrente è autobiografico e rappresenta la paura della folla, minacciosa, perché simboleggia le regole della società.

Tutto ciò per dire..

Anche io mi sento un po' come l'omino in controcorrente ed anche io temo la folla.

Questo è un post a favore della personalità e della semplicità:

ognuno di noi ha un'anima e una propria originalità, ne sono convinta.
Più mi guardo attorno e più mi rendo conto di come quelle persone, semplici all'apparenza, nascondano un mondo dentro sé.
Voi pensate di essere come quell'omino che va in controcorrente, ma in realtà non vi rendete conto che talvolta cadete nel ridicolo..

Eppure.. Per essere diversi, basta essere se stessi.

Questa è la mia filosofia di vita e nonostante i miei numerosi difetti cercherò di essere sempre me stessa anche di fronte alle difficoltà e di fronte a ciò che più temo.

Sbarazzatevi degli eccessi che fanno di voi un non-voi e siate semplici.

More is less, sempre.
(Poi qualche pacchianata è sempre concessa.)