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La sottile differenza tra ispirazione e brutale copiatura

La sottile differenza tra ispirazione e brutale copiatura. 
Poche cose mi rendono tanto irascibile quanto le persone prive di personalità;
definiamone le caratteristiche: le persone prive di personalità, come tali, non possiedono un proprio "io", ma anzi, vanno alla ricerca di altri "io", molto interessanti, dai quali "prendere ispirazione". 
Tali soggetti, si nutrono di idee già esistenti, che abilmente raggirano rendendole proprie. 
Ciò che non si può negare loro è l'astuzia e la furbizia con cui fottono le persone. 
Questi soggetti non sono distinguibili a colpo d'occhio: l'esperienza aiuta e soprattutto insegna ad identificarli!
Tenete presente che vi ruberanno le vostre preziose idee ("le idee sono pezzi di cuore" cit. Ballabeni) e il vostro sudato lavoro in modo subdolo e meschino, senza che voi ve ne accorgiate. 
Vi ritroverete a confrontarvi con le vostre stesse idee e a domandarvi se non siete stati voi stessi ad aver copiato.
Non cascateci. 
I soggetti privi di personalità sono svogliati, ma assai attenti: 
percepiscono l'importanza di un progetto, per poi farlo loro in pochi istanti. 

Ora, 
io voglio dire qualcosa a queste persone: 
siete ingiusti.
Siete scorretti.
Siete sleali. 
Vincete facile e non vi diverte neanche giocare, perché per voi..
È tutto più semplice (percepite, copiate, fate vostro).

Cosa ancora più grave.. 
Siete finti, 
ma questo, riguarda solo voi stessi. 

Comunque.. Andate a fare in culo. 

Ricordate che le idee non cascano dal cielo, richiedono tempo, riflessione, pensiero. 

Voi siete l'anti - originalità per eccellenza e probabilmente questo non vi toccherà minimamente, perché in realtà non ve ne frega niente del vostro "io", visto che un proprio "io", voi, non l'avete. 
Se è così che ti senti, beh, forse, ne fai parte anche tu.

N.B.: nulla toglie e nulla vieta l'ispirazione spontanea, proveniente dal cuore e priva di malignità.

Marta.

Il vissuto del C40.

Incredibile, ma vero.

Mi mancheranno i viaggi sul C40.
Per tre anni mi ha accompagnato, senza mai lasciarmi a piedi. O quasi.

Se non fosse per il costo dei biglietti,
per la puzza sconcertante
e
per lo schifo che trovi in giro,
il C40 sarebbe il camioncino dei miei sogni.

La donna brizzolata con i calzoni bianchi;
le avventure di padre e figlio, puntuali, come sempre: il venerdì alle 18:10;
donna speranza, il suo taglio di capelli e la sua voglia di vivere;
la negretta gambe chilometriche e codini;
l'amico del negozio di sotto;
e poi lui: il disabile del posto dietro, al centro;
la crew del Politecnico;
quelle del solito posto: al centro del bus, con il vetro davanti;
e poi ancora,
ancora
e
ancora.

Ognuno di loro ha una vita propria,
ma a me piace immaginarla.

Raramente metto le cuffie e ascolto la musica: preferisco i loro discorsi.

Per esempio nella mia TopList c'è sicuramente la signora con i calzoni bianchi.
Chissà che lavoro fa. 
È sicuramente molto intelligente, perché legge moltissimo e sempre. 
Una volta l'ho vista leggersi un mattone di schede, probabilmente scritte in corpo 8. 

E vogliamo parlare della crew del Politecnico? 
Mi è bastato sentire mezzo discorso per farmi sentire una capra ignorante.
E non che le capre lo siano, poverine, ma così si dice, no? 

Comunque.. 

Non sono solo le persone a fare del C40 un posto magico;
prendiamo in considerazione i sedili, più nello specifico i tessuti dei sedili.
Le texture sono favolose, 
ti ci puoi perdere per delle ore: 
scoprire che in realtà, in mezzo a quelle macchie astratte si nascondino animali inesistenti, non ha prezzo, soprattutto se lo fai notare alla tua compagna di viaggi! 

Nel mio caso, Veronica. 

E attenzione, 
come già vi avevo forse accennato nei post precedenti,
è uno spettacolo contare la quantità di macchie oleose su cui voi tutti, 
specialmente le teenager, 
appoggiate la testa. 

Mai. Mai farlo. 

E ci avete mai pensato? 
Quando prenotate la chiamata?
Si, è godurioso quel trillo, ma quante dita l'avranno pigiato?
E quanti culi si saranno seduti al nostro posto? 

Beh, caro C40. 
Nonostante i tuoi difetti, 
per me sei unico. 

Una delle cose più belle della mia vita di tutti i giorni è accomodarmi, 
su quei sedili abbastanza stretti da non starci,
e godermi il viaggio. 

"L'incanto sarà godersi un po' la strada." (Buon Viaggio - Cesare Cremonini)

E con questo concludo e mi affermo una sincera viaggiatrice.

Alla prossima.

Marta